Claudio Nika, intervista al campione del mondo.

La stagione di Sup Race e Sup Wave 2019 è da poco terminata, e ci ha regalato tante emozioni che presto vi racconteremo anche sul primo numero 2020 della rivista cartacea (#11). Tra le più grandi emozioni della passata stagione è sicuramente da annoverare l’oro di Claudio Nika nella gara sprint al Mondiale ISA di El Salvador davanti al campionissimo Connor Baxter. Abbiamo così deciso di fare qualche domanda al giovane atleta romano di 23 anni, riguardo le sue sensazioni dopo aver raggiunto un traguardo così importante. Claudio ci ha anche raccontato della grande novità per la stagione 2020 che lo vedrà gareggiare con i nuovi sponsor Light Board Corp, e dei Nika Paddle Surf Camp, che organizza a Peniche insieme a suo fratello Leonard che è uno dei tanti segreti del suo successo.

Claudio Nika sul tetto del mondo a El Salvador

1) Ciao Claudio, per prima cosa complimenti la passata stagione 2019, che ti ha consacrato tra i mostri sacri del SUP internazionale, iniziata con una eccellente vittoria in Euro Tour a Namur e conclusa nel migliore dei modi con la vittoria nel titolo Mondiale ISA sprint a El Salvador. Ci puoi raccontare un pó le tue impressioni sulla stagione appena passata, ti aspettavi questi risultati?

In questa passata stagione avevo grandi obbiettivi, il 2019 è stato un anno molto duro per me non avendo un vero supporto economico da uno sponsor. Nel primo periodo di gare ho fatto buon uso delle mie esperienze migliorando i miei passati risultati, riuscendo a vincere la prima gara nel circuito “Euro Tour”. A volte mi sono trovato in situazioni difficili ma alla fine sono riuscito comunque a viaggiare e conquistare dei podi Europei che mi hanno permesso di classificarmi nella Top 10 Overall in questo circuito.

Claudio con le nuove tavole LBC

 

2) Il 2020 è iniziato subito con una novità importante per te: la firma con il brand tedesco Light Board Corp. Come è nata questa sponsorizzazione e cosa ti ha spinto a iniziare questa nuova avventura dopo che lo scorso anno hai raggiunto risultati così importanti con un brand differente? Come hai trovato le tavole LBC che da qualche anno vediamo sempre di più sui campi gara.

Light Board Corp” È un brand che produce tavole in collaborazione con “Nelo” uno dei brand più importanti nel mondo della canoa. La mia collaborazione con LBC è nata a fine 2019 con una proposta che ho ricevuto dopo aver vinto la medaglia d’oro al mondiale ISA. Presto sveleremo nuovi modelli 2020 oltre alla Signature che abbiamo già visto trionfare varie volte nel 2019. Le tavole LBC al contrario di quello che si pensa sono molto resistenti e hanno all’interno solamente aria (sono vuote ndr) ed è ciò che le rende molto veloci e leggere 9kg. Sono molto entusiasta per la stagione per questa stagione e non vedo l’ora di gareggiare!

Il Team LBC alla GlaGla Race

3) Nel 2019 ti abbiamo visto gareggiare sia ai mondiali ICF in Cina sia ai mondiali ISA in El Salvador.A distanza di un mese nel primo impegno iridato hai raggiunto un ottimo argento nelle sprint dietro a Connor Baxter, nel secondo ti sei preso la rivincita conquistando l’oro proprio davanti al campione hawaiano e regalando una grande emozione a tutti i fan italiani. Che differenze hai visto tra i due mondiali? Secondo te si riuscirà in futuro a vedere il Sup Race sotto un’unica bandiera?

Il SUP È una disciplina in crescita costante di partecipanti, in gare nazionali e internazionali. Penso che entrambe le federazioni l’anno passato abbiano fatto un grande lavoro, anche se c’è da dire che negli anni passati sia stata la ISA a far crescere lo sport.

La nazionale italiana ai mondiali ISA di El Salvador

4) Anche in Italia il movimento sup ha avuto molti cambiamenti nel corso degli ultimi dieci anni. Tu che sei un esempio per tutti in acqua e fuori, cosa pensi che si possa fare per migliorare la nostra disciplina in Italia e dargli un’identità univoca e ben definita, lasciando stare le questioni politiche?

Negli ultimi anni la Federazione ItalianaFISW” ha portato a termine il campionato Italiano ufficiale Race e Sup Surf dal 2017 al 2019. La Federazione ha supportato anche la Nazionale Italiana SUP per affrontare competizioni Europe e Mondiali, organizzando anche corsi da istruttori ISA. Credo che il miglior modo per far crescere questo sport sia seguire questa Federazione.

Claudio al centro insieme ai migliori atleti degli scorsi campionati assoluti FISW ad Andora

5) Ti abbiamo visto allenare insieme a tuo fratello Leonard tante persone durante i Nika Paddle Surf Camp che organizzate in Portogallo. Quanto è importante per un’atleta come te avere alle spalle un’occupazione come questa che ti permette di stare sempre attivo in acqua praticando il tuo sport? Pensi che in un futuro anche il sup riuscirà ad entrare nei gruppi sportivi per permettere a campioni giovani come te di pensare solo al professionismo?

Trasferirsi in Portogallo è stata una decisione di mio fratello negli ultimi quattro anni sono stato molte volte a trovarlo e ci siamo allenati insieme motivandoci a vicenda. Dopodiché abbiamo creato il “Nika Paddle Surf Camp” dove negli ultimi due anni ci avrete visto allenare persone di basso e alto livello provenienti in gran parte dall’Europa ma non solo anche dalla Cina e Nuova Zelanda. La location dove ci troviamo ora fa la sua parte, abbiamo a disposizione il “Centro di alto rendimento” una struttura situata nel  comune di Peniche, questo posto ti fa sentire un vero professionista per la sua perfetta posizione vicino agli spot di onde più conosciuti nel mondo del surf come ad esempio Super Tubos e Baleal. La struttura è stata costruita dal comune per dare tutti i vantaggi ad un atleta che vorrebbe migliorare in breve tempo o per chi vorrebbe diventare un professionista. Questa in fine è provvista di dormitori, spogliatoi, cucina, sala pesi, skate mini pipe, sala massaggi e Sauna, tutto questo è esclusivamente a nostra disposizione per insegnare o migliorare le capacità degli allievi che praticano con noi lezioni di SUP/SUPSurf. Per maggiori informazioni sul camp: www.nikapaddlesurfcamp.com.

Claudio in azione sulle onde portoghesi

6) Hai dimostrato con i tuoi risultati di essere tra i più forti atleti al mondo sia nelle distanze sprint sia nelle gare lunghe, dove ti abbiamo visto altrettanto spesso ai vertici. Come ti prepari per affrontare una competizione sprint? La preparazione varia rispetto ad una gara Long Distance? Secondo te in futuro ci saranno specialisti delle due discipline come avvenuto ad esempio nella canoa?

Per migliorare la mie performance mi alleno dove capita perché viaggio molto. A Peniche oltre al SUP pratico altri sport come la corsa, bicicletta e lo skate ma il grande lo faccio in acqua praticando allenamenti di SUP nelle onde con brevi e lunghe distanze.

Fase di gara mondiale a El Salvador

7) Sappiamo che oltre alla passione per lo sport hai una grande passione per l’arte. Quanto è importante per un atleta avere altri hobby oltre allo sport? Ti aiuta a trovare la concentrazione e a sentire meno la tensione prima di una gara?

Negli ultimi anni mi sono dedicato molto allo sport e non ho avuto tempo da dedicare alla pittura, di certo dipingere quadri mi rilassa molto ma non è questo che mi fa stare calmo prima di una competizione.

Caterina Stenta e Claudio Nika, medagliati sprint ai mondiali ISA 2019

8) Cosa ti aspetti dai prossimi anni? Hai alcune gare a cui non hai mai partecipato che ti piacerebbe affrontare e vincere?

Ho ancora molto da imparare e tante nuove esperienze mi aspettano, sono molto attratto dalle gare europee perciò  nei prossimi anni proverò a raggiungere risultati migliori principalmente nell’Euro Tour e seguirò anche il campionato APP world tour.

La gioia di Claudio al traguardo della gara sprint di El Salvador

9) Claudio, grazie davvero molto per il tuo tempo e la tua disponibilità. Come ultima domanda, visto che in questo 2020 inizia un nuovo decennio, vorremmo sapere da te come ti immagini, o come vorresti vedere, il sup tra 10 anni?

il SUP promette bene per il futuro infatti proprio nel 2022 lo vedremo come disciplina alle Olimpiadi giovanili in Senegal e speriamo poi nel 2024 a Parigi. E’ così che mi immagino il SUP, uno sport così spettacolare merita di partecipare alle Olimpiadi.

Il podio dei mondiali ICF in Cina, con Claudio al secondo posto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *