11 City Tour – Recap

La 11 City Tour nel 2018 ha raggiunto la sua 10 edizione ed ha organizzato, come sempre, un evento impeccabile. Per chi non lo sapesse questa gara, che si svolge in Olanda a inizio settembre, prevede un un format di cinque giorni di competizione, 45 chilometri al giorno, con l’ultima giornata che è una cronometro di 29 km. È la gara di SUP che ricalca le grandi classiche ciclistiche, come il Tour de France, tra i suggestivi canali della Frisia, lungo un percorso di oltre 200 km che attraversa 11 diverse città, con la partenza e l’arrivo nella scuola di SUP di Leeuwarden. La classifica tiene conto della somma dei tempi complessivi di ogni giornata, per cui non si può mai mollare il proprio obiettivo.

Da due anni a questa parte la 11 City Tour è diventata una specie di monopolio dei fratelli Hasulyo, che stanno rivoluzionando il SUP racing e in particolare questo tipo di competizione, sfruttando il gioco di squadra e una forma atletica curata sempre nei minimi particolari.

Cosí nel 2016 a vincere è stato Bruno Hasulyo, mentre nel 2017 è stato il turno di Daniel Hasulyo. Tra gli italiani Martino Rogai ha dimostrato di essere uno specialista in questa ultra marathon chiudendo quarto nel 2016 e terzo nel 2017. A contendersi il titolo 2018 sono sempre loro, insieme ad un folto gruppo di altri atleti provenienti da ben 28 nazionalità differenti. Tra gli italiani c’era anche veneto Leonardo Toso, alla sua prima storica partecipazione.

La prima tappa ha messo subito in chiaro che anche l’edizione 2018 sarebbe stata appannaggio dei due fratelli ungheresi, che sono partiti come razzi e hanno chiuso a pochi centesimi di distanza l’uno dall’altro (anche se a spuntarla a sto giro è stato Bruno) e con un grosso distacco su tutto il resto del gruppo. Dietro ai due fratelli ad arrivare terzo è proprio il nostro Martino Rogai, con un buon margine sul gruppo degli inseguitori. Ma una protesta chiamata da alcuni atleti olandesi e belgi ha relegato Martino alla settima posizione a causa di 5’ di penalità comminati per un presunto drafting di una barca.

Fra le ragazze è l’americana Sey Chelle, vincitrice delle edizioni 2015 e 2016 a spuntarla con 2’ di vantaggio sulla giapponese Yuka Sato e l’olandese Petronella Van Malsen.

Il secondo giorno è partito con un bel downwind che ha spezzato i gruppi. I fratelli Hasulyo si sono staccati con il solo Martino a tenere il ritmo, in cerca di minuti preziosi per recuperare il podio. I tre hanno chiuso i 45 km attaccati, con Daniel che l’ha spuntata sul fratello e Martino che riesce a portarsi temporaneamente al quarto posto nel ranking complessivo, recuperando secondi preziosi e tre posizioni.
Al femminile Yuka Sato ha ribaltato le gerarchie, imponendo 8 minuti a Sey Chelle.

Il terzo giorno è stata introdotta la cronometro di 12 km con partenze staccate di 30” l’uno dall’altro, che ha visto Bruno Hasulyo allungare sul fratello Daniel. Mentre il resto delle posizioni sono rimaste invariate anche a causa della stanchezza accumulata che ha portato tutti gli atleti a gestire maggiormente le forze in vista dei giorni successivi. Dopo la cronometro la gara ha ripreso la sua normale conformazione, con altri 33 km tutti insieme tra i canali in cui non sono mancate le tattiche e gli strappi che hanno portato Daniel a chiudere pochi centesimi davanti a Bruno, con Martino al terzo posto. Nelle donne invece continua la battaglia tra Yuka e Sey Chelle, con quest’ultima che la spunta di pochi secondi.

Il quarto stage è stato una delle tappe più veloci mai fatte, con i 44 km effettuati dal gruppo dei primi in meno di 4 ore e 10’, anche grazie al vento costante che ha spirato per tutta la gara alle spalle degli atleti. In questo stage, famoso per il passaggio a corsa di 200 metri in prossimità di una chiusa, Martino Rogai è riuscito a riprendere la terza posizione, pregustata il primo giorno e sfumata a causa della penalità. Con una tappa in netta superiorità sul gruppo degli inseguitori il Team Starboard composto dagli Hasulyo Bros e da Rogai chiude 6’ davanti agli altri atleti, con il solo leader olandese, Joep Van Bakel, in grado di tenere il passo ma fino a quel momento lontano nel ranking generale dalle prime posizioni. Sey Chelle guadagna minuti preziosi su Yuka, che nel ranking totale è rimasta comunque davanti di quasi 3 minuti. Si gioca tutto nella tappa finale. 

La domenica ha visto partire un’altra cronometro di 27 km con un forte upwind fino a Leeuwarden. Gli occhi ovviamente erano tutti puntati sulla sfida tra i fratelli Hasulyo. Bruno parte 1 minuto dietro Daniel, e ha solo 30 secondi di vantaggio nel ranking generale. Martino Rogai è già sul podio a 5 minuti di vantaggio sul quarto e riesce ad incrementare questo distacco con un’altra prova consistente.

Alla fine la 11 City Tour 2018 viene vinta da Bruno Hasulyo, il campione del mondo in carica, che supera il fratello con 3 minuti di distacco tutti accumulati nelle cronometro. Al femminile Sey Chelle mostra una forma fisica e mentale straordinaria e si aggiudica la sua terza vittoria in questa spettacolare gara, recuperando lo svantaggio da Yuka senza mai guardarsi indietro. Alla fine sono ben 9 i minuti che la separano dalla giapponese, dimostrando come l’introduzione di queste ‘time trial’ possa rendere ancora più avvincente questa competizione.

L’altro italiano, Leonardo Toso, chiude tredicesimo alla sua prima partecipazione, e al di là del risultato, ogni partecipante che conclude i 220 km è di per se un vincente!

Sup 11 city Tour

Men Elite

  1. Bruno Hasulyo (HUN) 21:21:04
  2. Daniel Hasulyo (HUN) 21:24:32
  3. Martino Rogai (ITA) 21:53:32 (+5’)

Women Elite

  1. Sey Chelle (USA) 23:48:42
  2. Yuka Sato (JAP) 23:58:02
  3. Petronella Van Malsen (NED) 24:32:35
Martino Rogai alla 11 CITY

Queste le parole di Martino Rogai al termine della gara:

“A causa di una tendinite non ho potuto allenarmi come volevo per questa gara e forse non sarei riuscito a parteciparvi, ma con il supporto di Innate Sport Excellence, con cui preparo i miei allenamenti, abbiamo incentrato la preparazione sulla corsa, nuoto e allenamento funzionale in palestra, per mantenere un alto il livello di forma nonostante la mancanza della trasformazione sul sup. Sono contento di aver terminato questa gara cosí impegnativa e di aver centrato il podio! Il primo giorno con la penalità era subito partito in salita, ma per fortuna ho trovato la forza di superare questa difficoltà e di raggiungere il risultato che desideravo!”

 

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