Suppista Of The Week: Mario Tagarelli

Questa settimana abbiamo fatto una bella chiacchierata con Mario Tagarelli. Negli ultimi anni si è avvicinato al SUP e da subito ha iniziato a lavorare duramente per fare crescere il nostro bello sport. Come un vero uomo di mare pratica qualsiasi sport acquatico che gli consenta di vivere in sintonia con la natura. Mario è impegnato nell’attività formativa con diverse associazioni e trasmette con grande passione non solo la sua conoscenza tecnica, ma anche il suo grande amore per il mare e per l’ambiente. Buona lettura!!


Intervista raccolta dal nostro Paolo Marconi


Negli ultimi anni hai girato l'Italia partecipando ai più svariati eventi di SUP immergendoti a fondo nel panorama nazionale. Qual è il tuo background sportivo? Hai iniziato a solcare i mare direttamente a bordo di un SUP oppure praticavi già altri sport acquatici?

Ciao Paolo, innanzi tutto ti ringrazio della bella opportunità che mi hai dato con questa intervista. Giro l’Italia seguendo gli eventi di SUP dal 2016 quando ho partecipato alla meravigliosa e sempre coinvolgente Race for the Cure a Bari organizzata da Anna Occhiogrosso. Si trattava di un momento di sport, ma anche di impegno sociale per la lotta al cancro svolta dalla Komen in tutto il mondo e che Anna ha saputo cogliere sposandola al nostro amato sport.

Abbiamo iniziato per gioco, per il piacere di incontrare nuovi amici con cui condividere la passione per il mare e per lo Stand Up Paddle. Ma il mio percorso di marinaretto inizia da ragazzino con la Vela, poi il windsurf, il kitesurf, il kayak ed ultimo il SUP. Collaboro da anni con i circoli della mia zona, d’estate in litoranea e durante i mesi invernali sposto l’attenzione sulla Lega Navale Sezione di Taranto, così stando in città posso seguire meglio i progetti con le scuole. Ho pian piano acquisito i brevetti di istruttore kitesurf, windsurf, kayak e SUP a partire dal 2007, anno in cui con un gruppo di amici abbiamo iniziato (molto goliardicamente) a dare vita a quella che oggi è la ASD Kitesurf Taranto. Ho fatto qualche regata di vela, il famoso e divertente King of The Air del Salento con un salto di 13 metri di pura adrenalina che mi ricorda sempre che se non c’è una emozione non c’è vita. Dal 2016, per quanto riguarda il SUP, ho partecipato con il mio Team a tutte le gare del campionato regionale Puglia e la maggior parte di quelle nazionali FISW. Se mi chiedi se mi sento un “Agonista”, la mia risposta è “ci sto lavorando” per avere qualcosa in più da insegnare ai miei ragazzi!



Oltre a gareggiare ti dedichi anche alla promozione del nostro bello sport insegnando a pagaiare a grandi e piccini. Quanta importanza ha per te trasmettere la tua passione alle nuove generazioni?

Mi dedico alla promozione del SUP e, di conseguenza, partecipo alle gare. Ho 42 anni e il mio sogno agonistico è vedere i miei ragazzi in cima al podio e magari un giorno convocati nella selezione nazionale, il sogno è quello delle Olimpiadi, ma anche della Heavy Water a San Francisco. Il mio lavoro di questo 2020 è stato molto complesso, alternato da momenti di fermo totale e mesi di boom assoluto, con tutte le difficoltà di reggere una domanda di corsi di avviamento così intensa, tenere alto l’umore del gruppo agonistico in assenza di gare, il tutto condito dai protocolli vecchi e nuovi. Abbiamo messo la pagaia in mano a bimbi di 3 anni e compagni di oltre 60, ci siamo allenati quasi ogni giorno, DPCM permettendo.

Per me tutto questo non è solo importante, è la mia vita lavorativa e la mia grande passione: insegnare ad andare in massima sicurezza a fare sport a mare in (quasi) ogni condizione! Il più grande dispiacere della mia carriera è stato il dover rimandare la gara degli Assoluti Italiani FISW 2020, evento che mi consentiva di coronare il sogno di poter ospitare, nella nostra straordinaria casa di Lido Gandoli, gli atleti più fori di questa disciplina ascendente. Inoltre avrei fatto vivere l’esperienza al mio Team, anche a chi per impegni o difficoltà non ha la possibilità di viaggiare per vivere la unica ed indescrivibile esperienza di una gara di SUP Racing. Il meteo e poi la pandemia sono due problematiche molto complesse, alla prima mi inchino e ringrazio sempre quando arriva una mareggiata, perché ogni volta ha qualcosa da insegnarci. Per la pandemia sono molto desolato, ma posso solo rimettermi ai vari regolamenti, protocolli e decreti sfornati ormai periodicamente, prego solo passi presto perché vedo dilagare l’ipocondria e la sfiducia nel prossimo.



Che rapporto hai con l'ambiente in cui pratichi quotidianamente il tuo sport? Esistono secondo te piccoli gesti quotidiani che possono migliorare la situazione ecologica del nostro amato mare?

La relazione tra sport e ambiente è un traguardo ambizioso a cui bisogna lavorare senza pause. Il mare è sempre più vittima delle nostra cattive abitudini e l’esempio delle plastiche e microplastiche è (S)fortunatamente oramai noto ed evidente a tutti. Non agire sarebbe delittuoso, disumano. Cerchiamo di svolgere attività sociali di pulizia della spiaggia, sposiamo vari progetti ed in particolare Protect Blue, SUP Kids e il circuito virtuoso organizzato con Starboard. Cerchiamo il miglior dialogo e la massima compartecipazione nelle attività di Jonian Dolphin Conservation, fiore all’occhiello del territorio tarantino, ed altre associazioni locali e non. Dobbiamo darci da fare, intraprendere nuovi e più intelligenti stili di vita a favore della simbiosi con la natura e ritengo il SUP un eccellente strumento in questa direzione.



Quale è il tuo punto di vista sul SUP RACE in Italia? Che direzione pensi che prenderà il nostro sport nei prossimi 5 anni?

Spero che cresca e lo faccia nella maniera più salubre possibile. C’è bisogno di intraprendere nuovi percorsi per obiettivi sempre più ambiziosi a livello nazionale, ma soprattutto nei vivai locali. Penso che tra qualche tempo si parlerà di Olimpiadi e sarei davvero onorato di avere un organigramma a livello federale che possa garantire aggregazione, crescita, serietà e di conseguenza i risultati. Mi sembra che buoni passi siano stati fatti, abbiamo un quarto posto all’ultimo mondiale che ci fa festeggiare, ma è anche monito a dover tenere botta al prossimo 2021, ora più che mai, visto che sappiamo che a livello mondiale sarà la ISA la rappresentante ufficiale.

Sarà un anno molto importante il prossimo, primo del quadriennio olimpico e primo dopo la pandemia. In Italia ho avuto modo di conoscere alcune realtà davvero eccellenti nella organizzazione delle Gare e delle attività agonistiche. Parlo del Club di Giordano Bruno Capparella a Bracciano, quello di Elia Rossetti a Cecina, Ivan Scimonelli a Siracusa, Vincenzo Michelucci a Palermo, Riccardino Rossi bello con la sua giovanissima ASD a Baratti, Nicola Masci ed il Team ONE di Pescara, Roberto e la Romagna Paddle School con i suoi giovani atleti e l’esperienza da Master del settore, nella stessa zona altri grandi compagni di pagaia come Matteo, Simone, Mirko e Filippo, ognuno con il suo club di appassionati, poi il grande sorriso di Giorgio da Trieste con i suoi ragazzi di tutte le età. Che direzione prenderà non lo so, ma davvero auspico di stare tutti insieme nella passione e nel rispetto reciproco, scevri da personaggi che ho visto gravitare in questo mondo come satelliti solitari ed impazziti che rischiano solo di rovinare la galassia del SUP italiano, ma penso resteranno dei casi isolati.

Il tempo sarà galantuomo con i galantuomini.

Ultima nota a riguardo: mi mancano alcuni bravi atleti che per questa o quella ragione non trovano un equilibrio all’interno della grande famiglia della federazione. Io vengo da Taranto e davvero penso di aver capito che se si vogliamo cambiare le cose in meglio bisogna partecipare attivamente, seriamente, rispettosamente e umilmente al cambiamento e non rimanere fuori a giudicare perché non serve a nulla. Solo così le cose cambiano. Vedrai che cambieranno.



Che consiglio ti senti di dare alla prossima generazione di suppisti?

Di dare il massimo come per qualsiasi altro atleta. Il nostro sport è molto simile al ciclismo. Con la bici ci puoi fare tante cose dall’andare a fare la spesa, cross, passeggiata, mezzo lavorativo, fino al Giro di Italia. Versatilità totale. Il SUP è la stessa cosa, ma abbiamo più del doppio della superficie su cui praticarlo ed ogni spot è unico, alcuni indimenticabili. Quindi fate sport, mangiate con coscienza, imparate a rispettare la natura, viaggiate tanto, cercate di ascoltare chi vi trovate davanti lungo vostro percorso e prestate sempre aiuto ai compagni in mare. Non c’è nulla di più bello della vita di mare e tu Paolo avresti tanto, tanto da raccontare. Spero che torneremo a vederci presto in acqua, magari per una gara, magari per un semplice meeting di appassionati, l’importante è dare ossigeno a questo sport che sta decollando e senz’altro decollerà. Aloha.



Grazie mille Mario per la tua disponibilità e per la bella chiacchierata, ci vediamo nel 2021 per condividere qualche bella esperienza in mare!

 

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